Le sculture devono muoversi liberamente nello spazio, dall’orizzontale quasi raso terra al verticale che sale, dal basso verso l’alto, aggrappato al muro, ricostruendo un possibile universo di immagini che non sono solo forme ma anche direzioni e percorsi.
Ricreare un paesaggio parallelo alla realtà? Si, ogni opera sta per se ma si svolge sempre a partire da una stessa forma base che si snoda e riannoda in misure e dimensioni diverse.
Le mie sono sculture silenziose , a volte stanno un po’ in disparte, tendono più ad interiorizzare lo spazio che non ha celebrarlo vistosamente.
L’uso del marmo e delle pietre , materiali per così dire “nobili” , è una compensazione alla natura incorreggibilmente timida di queste sculture.
The 90’s
Sculptures need to move freely in space, both horizontally – near ground-level – and vertically, rising along walls, reconstructing a possibile universe of images that are not only shapes, but also directions and paths.
To recreate a landscape parallel to reality? Exactly: every work stands for itself, but stems from the very same basic shape that fonlds and unfolds into different sizes and dimensions.
Mine are silent sculptures, sometimes remain on the background, interiorizing space rather than blatantly celebrating it.
The use of marble and stones in all their nobleness is a compensation for the unmistakably shy nature of these works.
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